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Robert E. Peary: Pilersuag, il grande Peary

Ricerche > Robert Edwin Peary

Testo tratto da: "Robert Edwin Peary e il Polo Nord" , un articolo di Franco Pelliccioni

Robert Peary nasce nel 1856 a Cresson, Pennsylvania. Dopo la morte del padre cresce nella fattoria materna del Maine. Laureato in ingegneria nel Bowdoin College (1877), entra nel 1881 come tenente nel Corpo degli ingegneri civili della Marina.
Robert Edwin Peary, anglicizzazione di Pierre, ha sangue francese e porta i baffi di conseguenza. È un uomo taciturno e rispettato dall’establishement americano. È sostenuto da Jesup, il potente Presidente del Museo di Storia Naturale di New York. Può contare sul Peary Arctic Club, una «banca» personale, alla quale banchieri e industriali, che giurano sul successo delle sue imprese, fanno continuamente affluire risorse economiche per spedizioni parecchio costose. L’ultima costerà 500.000 dollari. Eppure è sempre riuscito a conservare la più completa autonomia. Poiché rimangono private, anche se vengono realizzate con il supporto di enti e personaggi sempre più importanti. Inoltre può fare il più completo affidamento su Matthew Henson, il fedele domestico nero, discreto e leale fino in fondo, suo confidente e interprete. Del resto per gli Eschimesi polari, che lo rispettano e di cui è amico, egli è Piulersuaq, il «grande Peary». Soggiorna così a lungo tra di loro che diventeranno la sua seconda famiglia. «Senza l’aiuto degli Eschimesi di Etah il nome di Peary sarebbe stato meno famoso di quanto non sia; perché essi lo seguirono in tutte le sue spedizioni, lasciarono case e paese e misero la loro intera esistenza in giuoco per realizzare le fantastiche nozioni di viaggio di uno straniero».

Nel 1884-85 in Nicaragua, assieme a un gruppo di Indios, attraversa giungle tropicali e canyons e scala montagne, allo scopo di tracciare un canale interoceanico più breve di quello di Panama.

La prima delle esplorazioni artiche è del 1886. Assieme a un funzionario danese di Godhavn tenta di attraversare per la prima volta, da ovest, l’ilandsis della Groenlandia, ma copre solo 100 miglia. Nel 1891-92 arriva in Groenlandia a bordo del Kite. Soggiorna nei pressi di un insediamento degli Arctic Highlanders di John Ross del 1818, cioè gli Eschimesi Polari, a nord della Baia di Inglefield (McCormick Bay), imparando a usare le slitte e a sopravvivere nel Grande Nord. Nella primavera del 1892 si dirige sull’ilandsis spazzato da gelidi venti, verso lo sconosciuto nord est dell’isola. Dopo aver coperto sui ghiacci 500 miglia, a un’altitudine dai 1.500 ai 2.400 m, arriva a luglio sulla costa nord-orientale (Indipendence Bay), dimostrando come la Groenlandia sia un’isola.

Quanto Peary fa tra il 1892 e il 1895 è eccezionale. Di per sé sufficiente ad annoverarlo tra i più grandi esploratori polari: utilizza i cani come forza motrice e come cibo, così che viaggia spedito, con poco peso, coprendo lunghi tragitti; si è spinto ben più in là di qualsiasi europeo; sperimenta e migliora il pemmican (carne affumicata); costruisce igloo; indossa le pellicce eschimesi, che gli servono anche come giacigli e coperte; attraversa nel punto più ampio l’ilandsis; scopre la Terra più a nord del mondo. «Prendi questa bandiera e installala nel posto più a nord che riuscirai a raggiungere», gli aveva detto nel 1891 Hubbard, primo presidente della National Geographic Society. Ebbene, lui sì, che ci è riuscito.

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