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Robert E. Peary: chi ha raggiunto per primo il Polo Nord ?

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Polo Nord: chi lo ha raggiunto per primo ?

Una risposta secca e precisa non è possibile in quanto non vi è una condivi-sione generale su uno specifico nome o su una spedizione.
L’attribuzione all’esploratore americano Robert Peary da parte della National Geographic  Society è stata contestata da molte persone, esperti, circoli e nazioni.
Perché?

Per tre motivi:

  • Il racconto dell’esploratore, alla luce delle successive conoscenze, presentò molte lacune e contraddizioni.

  • Nello stesso periodo della spedizione di R. Peary, un altro esploratore americano, Frederick Cook, annunciò di aver raggiunto anch’egli il Polo Nord. Ne nacque una feroce polemica che andò avanti per decenni, con sconfessioni e accuse da ambo le parti.  Prevalse l’attribuzione a Peary se non altro perché la spedizione fu sponsorizzata dalla National Geographic Society.

  • Il Polo Nord si posiziona di fatto in un mare ghiacciato, soggetto a forti correnti che spostano letteralmente la calotta artica anche di decine e centinaia di chilometri. Quindi se da una lato non si è mai avuto un riscontro reale di tracce o segnali che attestavano l’arrivo di Peary, dall’altro ci si è convinti che Peary non poteva raggiungere il Polo Nord nei tempi e con i mezzi a disposizione dell’epoca, anche per l’insufficiente strumentazione di verifica e definizione della posizione.

Nel tempo, l’attribuzione di un primato è risultata vuota di significato e priva di specifico interesse, a differenza delle spedizioni al Polo Sud. La National Geographic Society continuò ad attribuire a Robert Peary il raggiungimento per primo del Polo Nord (nel 1909), almeno fino al 1989, anno in cui fece esaminare  da un esperto le carte di Peary, scoprendo  che “non esisteva alcuna traccia  delle attività svolte durante le trenta ore passate nelle vicinanze del Polo”, pur considerandolo ammirevole per la determinazione e il coraggio poiché “riuscì a estendere i confini della resistenza umana”.
Un’inaspettata, sorprendente e recente conferma a quanto dichiarato da Peary sembra però arrivare dall’impresa effettuata dall’inglese Tom Avery, che ha raggiunto nel 2005 il Polo Nord in soli 36 giorni e 22 ore, con sedici cani e due slitte, repliche di quelle di Peary.

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