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Robert E. Peary: 1908/1909, la conquista del Polo Nord

Ricerche > Robert Edwin Peary

Testo tratto da: "Robert Edwin Peary e il Polo Nord"
un articolo di Franco Pelliccioni

La spedizione che «conquisterà» il Polo parte nel 1908 su una Roosevelt interamente  rinnovata e nuovamente al comando di Robert A. Bartlett. All’inizio di luglio salpa da Etah, dove ha imbarcato numerose famiglie eschimesi e 246 cani da slitta. La nave, anche questa volta con difficoltà, si apre come un ariete la via attraverso la banchisa, grazie all’usuale maestria di Bartlett. La compongono John W. Goodsell (ufficiale medico), Henson, Donald B. MacMillan e George Borup (assistenti), Ross G. Marvin (il segretario, che in seguito morirà), oltre a un equipaggio di 15 uomini.

Attraversa il Bacino di Kane e arriva puntualmente il 5 settembre a Capo Sheridan. L’1 marzo lasciano Capo Columbia, a est dello Sheridan, 7 Americani, 17 Eschimesi, 19 slitte, 130 cani. Dopo un mese torna indietro l’ultimo gruppo di supporto comandato da Bartlett, lasciando Peary solo con Henson e quattro eschimesi, nessuno dei quali sa usare il sestante. Il 27 aprile, appena quattro giorni dopo il rientro di Bartlett, Peary torna alla Roosevelt sostenendo di aver raggiunto il 6 aprile il Polo Nord: «Finalmente al Polo!!! Il premio di tre secoli di tentativi, il mio sogno di ventitrè anni. Mio finalmente». L’8 settembre telegrafa a Taft, il nuovo Presidente degli Stati Uniti: «Ho l’onore di mettere il PoloNord a vostra disposizione».

In patria iniziano i problemi: apprende che Cook ha dichiarato di aver raggiunto a sua volta il Polo un anno prima di lui, il 21 aprile 1908, ma ben presto si scoprirà che è un falso grossolano; quindi ha inizio una lunga diatriba giornalistico-politica-scientifica sugli aspetti contraddittori e incompleti delle relazioni di Peary, che nel 1910 pubblica The North Pole e nel 1917 Secrets of Polar Travel. Dopo essersi presentato di fronte a una sua Commissione, il Congresso approva il 30 marzo 1911 un’apposita legge. Dopo averlo ringraziato per quanto ha fatto, lo nomina Contrammiraglio. D’ora in avanti Peary rifiuta qualsiasi confronto pubblico, ritirandosi nella sua casa del Maine, nello splendido isolamento di Eagle Island. Robert Edwin Peary morì nel 1920.
Anche i più acerrimi detrattori di quello che appare come il più grandioso «falso» della storia delle esplorazioni, hanno riconosciuto il massiccio apporto offerto da Peary, con le sue otto audaci spedizioni tra la Groenlandia e l’arcipelago canadese, all’esplorazione e alla conoscenza dell’Artico.

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