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L'Orso Polare: il concetto di evoluzione

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Perché gli orsi polari sono bianchi?

Immaginiamo una specie di orsi che, molto tempo fa, abitava in qualche fredda regione del Nord. Il nostro orso aveva un colore brunastro e viveva nella tundra. Un habitat difficile lo costringeva a cercare cibo dappertutto, anche sulle distese di ghiaccio confinanti. Si può immaginare che un orso bruno risalti parecchio sul ghiaccio, per cui le foche (prede degli orsi polari), vedendolo arrivare in lontananza, avevano tutto il tempo di tuffarsi con calma nell'acqua.
Poi però, per caso, nacquero orsi lievemente più chiari, che davano meno nell'occhio nella neve e riuscivano un po' più facilmente a trovare cibo sul ghiaccio. Avevano maggiori probabilità di sopravvivenza e una prole più numerosa dei loro simili più scuri. Anche i cuccioli erano meno bruni, una caratteristica ereditata dai loro genitori.
A volte nasceva persino un cucciolo d'orso più chiaro dei suoi genitori. L'ultimo arrivato, naturalmente, risultava ancor meno sulla neve e aveva quindi una probabilità ancora maggiore di sopravvivenza. La storia va avanti così, ad oltranza. Gli orsi più chiari hanno le carte migliori e maggiore probabilità di procreare. E così è successo che, un passo dopo l'altro, questa specie di orsi è diventata sempre più chiara. Il risultato è l'odierno, candido orso polare.

Con le altre utili caratteristiche dell'orso polare è andata allo stesso modo: la folta pelliccia, le membrane interdigitali e le piante dei piedi ricoperte di peli. Tutto questo è sorto spontaneamente, a nessuno era venuto in mente che simili cambiamenti sarebbero potuti rivelarsi vantaggiosi  per l'orso polare. Si potrebbe avere l'impressione che quella pelliccia così folta sia stata progettata appositamente per l'orso polare: gli si adatta benissimo  e tutto torna alla perfezione. In realtà, una simile supposizione non ha alcun fondamento: la pelliccia bianca e folta dell'orso polare si è formata spontaneamente, attraverso un processo evolutivo apparentemente "sciocco".

Si sente spesso dire che l'orso bianco si è adattato alle circostanze. Ma a pensarci bene non c'è un solo orso che si sia adattato! Ogni singolo orso polare è rimasto uguale durante tutta la sua vita, è la specie degli orsi polari nella sua totalità ad essersi adattata. L'adattamento della specie degli orsi polari è un processo completamente diverso dal processo di adattamento, per esempio, di un'automobile ai desideri di un cliente. Nell'ultimo caso la meta finale è nota ed è sufficiente compiere dei passi mirati nella direzione dell'obiettivo desiderato: aggiungere un alettone, montare pneumatici più larghi e così via, passo dopo passo, nella direzione più sportiva desiderata dal cliente. Ma nel processo dell'evoluzione, come si svolge in natura, non si conosce in anticipo l'obiettivo finale e non ci sono passi mirati. La teoria dell'evoluzione, in sostanza, afferma che la varietà all'interno di una specie, la dura competizione in natura e l'ereditarietà portano gradualmente al cambiamento della specie. Un orso polare è bianco perché in questo modo si mimetizza nella neve, malgrado nessuno sia giunto alla conclusione che il bianco sia il colore più adatto per vivere e sopravvivere in quel dato ambiente.
La domanda "perché l'orso bianco rimane bianco ?" è una domanda più sensata della domanda "perché l'orso polare è bianco ?". Un orso polare è diventato bianco per caso ed è rimasto bianco perché questo risultava vantaggioso.


Tratto dal libro "Perché l'orso polare è bianco ? L'evoluzione e la storia della vita" di  Bas Haring


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