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L'Orso Polare: caratteristiche

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L'orso polare, classificato Ursus maritimus, è strettamente imparentato con l'orso bruno, Ursus arctos.

Se paragonato con le specie di orsi che vivono sulla terraferma, l'orso polare ha una forma più allungata e idrodinamica, adatta alla vita acquatica; le orecchie sono piccole e il muso è affusolato per favorire l'avanzamento in acqua, che può raggiungere i 10 km/h di velocità. Le loro orecchie e la coda sono coperte da pelliccia e molto corte per ridurre la dispersione del calore.

Il piede è plantigrado come quello di tutti gli ursidi (cioè cammina poggiando a terra tutta la pianta del piede) e dotato di artigli affilati e ricurvi utilizzati per far presa sul ghiaccio e afferrare le prede. Le zampe anteriori sono molto grandi e si nota una parziale palmatura tra le dita, che facilita il nuoto. Sulla terra non sono veloci come l'orso bruno perché le loro zampe anteriori sono più adatte alla cattura e all'uccisione delle prede in acqua. Lunghi peli fra i cuscinetti plantari proteggono le estremità dal freddo, e uno spesso strato di grasso sottocutaneo fornisce un ulteriore isolamento su tutto il corpo. IL grasso sottocutaneo ha la duplice funzione di isolante termico e di mezzo per favorire il galleggiamento. L'orso polare non è mai bagnato! Quando si tuffa si inzuppano soltanto i grossi peli che formano uno strato di copertura, ma la parte sottostante rimane asciutta.

Il mantello bianco, rinnovato annualmente nella stagione estiva, mimetizza l'orso polare tra i ghiacci del suo habitat, avvantaggiandolo nella caccia. Alla fine della primavera, al termine di un anno di esposizione al sole, il mantello appare generalmente un po' ingiallito. I più grossi orsi selvatici mai pesati sono orsi polari di oltre 800 kg; il peso medio si aggira comunque intorno ai 250 kg per le femmine e ai 350 kg per i maschi.

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