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L'Orso Polare: alimentazione

Ricerche > L'Orso Polare

L'orso polare si nutre principalmente di foche degli anelli e occasionalmente di altri focidi, trichechi e beluga, ma non disdegna mitili e qualche vegetale. Per catturare le sue prede preferite aspetta che esse salgano in superficie per respirare e le afferra non appena emergono dall'acqua. L'orso mangia soltanto la pelle e il grasso delle foche che caccia; il resto rimane a disposizione di altri animali, prima fra tutti la volpe artica.
Per questa specie una dieta sana si basa su circa 2 kg di grasso al giorno. Gli orsi polari possono divorare grandi quantità di grasso, se la preda è abbondante. La maggior parte del consumo calorico annuale dell'orso polare avviene tra fine aprile e metà luglio. La disponibilità alimentare in questo periodo è critica per il mantenimento del peso corporeo corretto, che consentirà la sopravvivenza durante la stagione priva di ghiaccio.
Quando, durante l'estate, il ghiaccio si scioglie, si spostano sulla terraferma. In questo periodo gli orsi cercano di minimizzare la perdita di peso nutrendosi di carogne di foche e balene, uova d'uccello, roditori, bacche e tutto ciò che è commestibile.

Un cambio di dieta ?

Il popolo degli Inuit, da noi più comunemente chiamato eschimese, l'ha sempre saputo, ma nessun forestiero ne era stato testimone per oltre due secoli: un orso polare che pesca. Ma non inserendo le zampe per far saltare i pesci fuori come tutti gli orsi bruni, bensì immergendosi nelle fredde acque del Mar Glaciale Artico e nuotando.
Gli orsi polari si nutrono principalmente della carne delle foche catturate sulla superficie ghiacciata del mare, per questo motivo la ritirata dei ghiacci costituisce un sempre maggior pericolo per la loro sopravvivenza. Adesso, però, sembra che stiano cercando di ottenere altre risorse di cibo.
Nell'agosto del 2007, infatti, alcuni ricercatori accampati a Iqaluit, nel nord del Canada, hanno osservato un giovane orso polare nuotare nei pressi dell'estuario di un fiume pieno di branchi di charr, una specie parente dei salmoni, che risalivano la corrente. Nuotando, facendo capolino da sotto la superficie dell'acqua e rituffandosi in profondità, l'orso ha catturato circa un pesce ogni ora.
Nei due giorni che hanno seguito l'esemplare, i ricercatori hanno visto che ha catturato tre charr e tre scorfani, un pesce assai scheletrico che vive sotto i sassi, perdendo l'entusiasmo per il pasto.
Il parente stretto dell'orso bianco, cioè l'orso bruno, preferisce usare strategie diverse per catturare le prede. Infatti si scaglia con forza nell'acqua bassa, facendone uscire i pesci. Siccome i giovani orsi polari imparano le tecniche di caccia dalle loro madri, i ricercatori credono che a breve possano iniziare ad adottare la stessa strategia dagli orsi bruni.
Gli orsi bianchi assumono l'energia necessaria alla loro vita dalle foche, le cui carni grasse e proteiche giustificano lo sforzo effettuato durante l'attacco, ma non è ancora chiaro se questo positivo rapporto fra costi e benefici si manterrà anche se la loro dieta verterà sul pesce.

Tratto da "Scienza Esperienza" del 28 settembre 2007


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