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Il Lupo: alimentazione

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Il lupo è un carnivoro specializzato nella predazione di grossi erbivori selvatici, ma può includere nella propria dieta all’occorrenza anche mammiferi di piccole dimensioni, frutti, carcasse, animali domestici e rifiuti di origine umana.
Il lupo in Italia ha una dieta molto variabile, va da una dieta che include quasi esclusivamente ungulati selvatici, in particolare il cinghiale nell'Appennino tosco-romagnolo, a diete che includono in misura variabile, ma consistente, bestiame, carcasse e rifiuti, nel Parco Nazionale d’Abruzzo.
La caccia avviene generalmente all’interno di territori in cui i lupi persistono per periodi più o meno prolungati ed il fabbisogno giornaliero medio di carne di un lupo di dimensioni medie è di circa 3-5 kg. Comunque il lupo è noto per essersi adattato ad una alimentazione non uniformemente cadenzata nel tempo, e si ha notizia di lupi che sono rimasti fino a 17 giorni senza ingerire cibo.
Il tasso di successo dell’attività venatoria del lupo è stimato intorno al 10% del totale degli attacchi, nel caso specifico di caccia a carico di prede di grosse dimensioni. 

In Europa, segnalazioni di casi di antropofagia (in zoologia questo termine è impiegato per indicare l’atto di mangiare membri della propria specie) da parte del lupo erano frequenti in passato, ma spesso provenivano da fonti non certe ed attendibili, generalmente frutto di pregiudizi e antichi retaggi culturali avversi al lupo.
L’antropofagia del lupo è in ogni caso considerata un comportamento raro del lupo, che può verificarsi occasionalmente solo in condizioni ambientali particolarmente degradate, caratterizzate per esempio da una cronica carenza di prede e, più spesso, la presenza nella popolazione di individui affetti da rabbia silvestre.

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