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Il Lazio: economia

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Il Lazio: economia


Se si considera il reddito della regione, sia quello complessivo, che è un decimo del reddito nazionale, sia quello per abitante, il Lazio non solo si colloca nettamente al di sopra dei valori del resto dell'Italia centrale, ma è allo stesso livello dell'Italia del Nord. Tuttavia la presenza di un capoluogo regionale qual è Roma, che è allo stesso tempo capitale dello stato nonché la più popolosa metropoli italiana, determina inevitabilmente un forte squilibrio all'interno della regione. Si può calcolare che il 70% del reddito regionale provenga dalla sola città di Roma.


Questa non è però la sola anomalia che caratterizza il Lazio. Più dei tre quarti del reddito sono forniti dalle attività terziarie (nessun'altra regione ha un terziario così preponderante), contro una media nazionale che è del 65%.
L'agricoltura, che fu nei secoli il settore economico principale insieme alla pastorizia, per non dire l'unica attività praticata, ha ormai un ruolo piuttosto modesto; l'industria, anche se ha registrato nell'ultimo decennio un indubbio incremento, limitato però a pochi ambiti, è complessivamente debole.
Anche considerando i vari settori produttivi si può quindi parlare di una situazione economica non equilibrata.


Agricoltura

Le caratteristiche di questo settore rendono il Lazio più simile all'Italia meridionale che non al resto dell'Italia centrale. Prevale nettamente la cerealicoltura estensiva; per il frumento le rese sono però molto più basse della media nazionale, pari circa alla metà dei valori della Lombardia o dell'Emilia-Romagna. Alla cerealicoltura si aggiunge l'orticoltura, frequentemente praticata in serra, soprattutto intorno alla capitale, le cui produzioni sono destinate essenzialmente al mercato metropolitano. Abbastanza limitate sono le altre coltivazioni, in genere senza specializzazioni nel territorio; fanno eccezione però i vigneti dei colli Albani, con produzioni di vini di qualità, e alcune aree dell'Agro Pontino, come la piana di Fondi, per le coltivazioni intensive anche in serra.


Industria
L'industria è l'aspetto più nuovo e interessante dell'economia del Lazio, una regione che in effetti manca di tradizioni manifatturiere. Anche l'artigianato, da cui altrove si sono sviluppate le industrie, ha sempre avuto in quest'area ruoli molto modesti, legati alle immediate richieste del mercato locale. L'industria tuttavia non solo continua ad avere nel suo complesso un ruolo abbastanza marginale, molto inferiore alla media nazionale, ma soprattutto si caratterizza per dipendere in modo essenziale da investimenti produttivi provenienti da altre regioni. Inoltre è stata sviluppata una gamma ristretta e per certi aspetti molto particolare di settori (alta tecnologia: elettronica e informatica, ad esempio; oppure i laboratori di fisica nucleare ubicati a Frascati, in provincia di Roma), legati più al prestigio della capitale che alle capacità di un reale assorbimento di manodopera, mentre perdurano carenze in molte produzioni dei settori di base e anche relativi a semplici beni di consumo.
Comunque i comparti meglio rappresentati, oltre a quelli dell'alta tecnologia, sono il farmaceutico, il grafico-editoriale e il cartario. Radicata a Roma, anche se con fasi alterne di successo, è infine l'industria cinematografica italiana.


Attività terziarie

Non sorprende lo sviluppo nel Lazio delle attività globalmente dette di servizio, se si considera la presenza nella regione della più popolosa metropoli nazionale, col rango di capitale. In più, in un paese ancora fortemente accentrato quale è l'Italia, le funzioni burocratiche e più genericamente di pubblico impiego sono molto consistenti, anche quelle di ricerca, di cultura o di istruzione di livello superiore. Ad esempio, Roma ha ben tre università statali (oltre a due private), ed è sede della televisione pubblica.

Notevolmente sviluppati sono anche i servizi bancari e assicurativi.

Altro settore portante dell'economia regionale è il turismo, dove però è sempre Roma ad avere un ruolo determinante, per il suo straordinario patrimonio storico e artistico, ma anche per il suo ruolo di centro religioso e di capitale della cristianità, con la Città del Vaticano; tra i visitatori, molto elevata è la percentuale di stranieri.


Vie di comunicazione
Quanto al sistema delle comunicazioni, se il Lazio manca di un porto di rilievo, ha tuttavia nell'aeroporto internazionale di Roma-Fiumicino il massimo scalo aereo d'Italia e il quinto d'Europa (l'altro aeroporto di Roma, quello di Ciampino, ha funzioni secondarie).
Le principali direttrici ferroviarie sono la Roma-Firenze-Bologna-Milano, la Roma-Pisa-Genova, la Roma-Napoli-Reggio Calabria e la Roma-Ancona.
Le grandi arterie stradali in gran parte mantengono il tracciato delle famose vie consolari della Roma antica: l'Aurelia, che costeggia il Tirreno sino al confine con la Francia, la Cassia, che porta a Firenze, la Salaria, che passando per Rieti raggiunge le Marche ecc.; tuttavia il traffico segue ormai appena possibile i percorsi autostradali, e in particolare s'incanala sull'autostrada del Sole, che porta verso nord a Milano e verso sud a Napoli. La stessa Roma è circondata da un anello autostradale di 68 km; se ne dipartono, oltre ai due raccordi con l'autostrada del Sole, la transappenninica Roma-L'Aquila-Teramo e la Roma-Civitavecchia.

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